diumenge, 20 d’abril de 2008

Nessun turbamento... (Pasqua 5)

(Avui hem predicat a la missa conventual, evidentment en italià, o quelcom que s'hi assembla. Hem fet el que hem pugut! Veureu que un català ho entén prou bé...)
“Non sia turbato il vostro cuore” disse Gesù nel vangelo. Una frase facile a dire ma difficile da mettere in pratica. Sono tante le cose che turbano il nostro cuore! Cose esterne come arrivare alla fine del mese, pagare l’affitto, suportare le umiliazioni del capo del lavoro, la salute dei bambini, l’eccesso di lavoro ... Ma abbiamo cose interne che, anche, turbano il nostro cuore, e forse, piu pericolose, perchè danneggiano non solo il cuore ma anche l’anima: il desiderio di riconoscenza, le gelosie, le invidie, l’orgoglio, la rigidezza, l’inflessibilitá.

Tutte queste cose fanno sì che, piano piano, diventiamo persone troppo bagnate di superficialitá e che siamo poco ricettivi, non solo delle cose spirituali, ma anche di tutto quello che circonda la nostra vita e che ha bisogno d’un minimo di sensibilitá e delicatezza. Diventiamo, insomma, desorientati, senza referenti chiari, con il dubbio costante, senza godere delle nostre scelte, senza gustare la vicinanza delle persone. La vita di fede si blocca e non riesce a capire tutta la dimensione interiore delle cose; piu o meno come i discepoli nel vangelo che non capiscono il linguaggio simbolico di Gesù che ha bisogno di essere interiorizzato nel silenzio, nella preghiera e con la riflessione. Gli interventi dei discepoli sono chiaramente d’incomprensione: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?” –disse Tommaso. “Mostraci il Padre e ci basta!”- disse Filippo a Gesù. Gli interventi dei discepoli diventano, per noi, sorprendenti. Come può essere che questi uomini, così vicini a Gesù, possano dire queste cose? Che cosa, allora, diremo noi?

Il discorso di Gesù nel vangelo di oggi è, come tanti frammenti dal vangelo di Giovanni, una catechesi sulla fede. Dunque Gesù non dice solo: “Non sia turbato il vostro cuore”. Lui aggiunge: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Gesù conosce bene i nostri turbamenti e piu importante, le cause; per questo lui suggerisce una soluzione: la fede in Dio, prima di tutto, e dopo, concretizzare questa fede in lui. Insomma, la scelta personale per Dio e per Gesù diventa un orientamento chiaro nella vita, è avere un referente, è mettere a posto il dubbio, è godere delle scelte che abbiamo fatto, è gustare la vicinanza delle persone che condividono la vita con noi.

Fede in Dio..., fede in Gesù..., nessun turbamento.... Una utopia?

1 comentari:

Francesc xerric ha dit...

Una homilia que, al meu entendre, mostra aquell agulló del seu origen.
Aquest feligrès que escriu se l’hi ha quedat la teva pregunta final ressonant a la barretina.
Una altre pregunta: a veure si ara resultarà que amb italià s’entén millor l’evangeli?
Una resposta d’aficionat: El Regne aquí a la terra és una utopia, si no ho fos no seria Regne de Déu. La fe en Déu, en Jesús és un do que quan es dóna és que ha passat per un “treball” personal previ.
Que els nostres cors s'asserenin!